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Silvio Gazzaniga, storia di un artista Mondiale

L'orafo diventato scultore e designer, che grazie alla sua arte fa gioire il

Mondo da oltre cinquant'anni


Il primo fu Beckenbauer, l'ultimo Messi. Germania e Argentina, ma anche Italia, Brasile Francia e Spagna, l'hanno sudata e conquistata, facendo esplodere milioni di persone. Possiamo definirla come un opera di riscatto sociale, di riconciliazione, ma anche di un design eterno, che ha lasciato e lascerà il segno attraverso le epoche, una creazione di valore inestimabile, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo, sia per forma che per stile, nata nel 1971 ma di una modernità sorprendente.


Al giorno d'oggi, poche persone possono vantare di aver regalato al mondo un simbolo così importante, iconico e comunicativo, una di queste è stata Silvio Gazzaniga.


Incuriositi da questa storia, abbiamo provato a capirne un po' di più, contattando il nipote Tomaso Bonazzi e intervistando suo figlio Giorgio Gazzaniga, che ripercorrendo la storia del papà, ci fa scoprire opere e aneddoti di un personaggio che ha lasciato un segno nel panorama artistico internazionale.



ULA BIANCA: Silvio Gazzaniga, come possiamo definirlo?

Giorgio Gazzaniga: Silvio nasce a Milano nel 1921, mentre nel 1919 nasce in Germania la Bauhaus di cui è un coetaneo e di cui ha assorbito a pieno la filosofia creativa. Sono anni vorticosi e “futuristi”, pieni di energia artistica e creativa che anima e incoraggia i suoi studi di ragazzo. Sogni che molto presto precipitano, insieme al Mondo intero, nel vortice buio dei regimi totalitari e della Guerra con tutte le conseguenze tragiche che ben conosciamo.


E poi la ricostruzione, il boom economico, l’esplosione del grande Design Italiano, il Sessantotto e gli anni di piombo. Avendo la fortuna di aver spento quasi 96 candeline, si può dire che Silvio abbia vissuto appieno il Novecento. È stato un uomo molto legato alla sua famiglia. Di carattere schivo, spesso si estraniava ed entrava in una “concentrazione” artistica che gli permetteva di far esplodere tutta la sua creatività.


Oltre allo sport, è stato un appassionato di design, di automobili sportive, di aerei e non poteva fare a meno di ricaricare le batterie della propria anima artistica passeggiando in montagna e fotografando la natura, da sempre sua importantissima fonte d’ispirazione. Da non dimenticare anche il suo legame molto forte e intimo con la città di Milano, in cui è nato ed ha vissuto per tutta la vita. Come professionista, seppure timido e vissuto sempre poco alla ribalta rispetto ad altri, Silvio Gazzaniga può essere ritenuto uno degli artisti più significativi del secolo scorso.


Per le sue opere iper-celebri, Iconiche e straordinariamente amate in tutto il mondo, più che per la sua presenza timida sul palcoscenico sociale e culturale.

Grande conoscitore dell’arte contemporanea, creatore eclettico, maestro di scultura, sia bassorilievo che tutto tondo, l’artista milanese si colloca tra i più significativi esponenti del panorama artistico del ‘900 italiano che si sono proiettati con opere a livello decisamente internazionale. In lui troviamo tante tracce del Novecento, dallo spirito Bauhaus di cui è permeato dell’arte che diventava “applicata”, anzi incorporata nelle cose create dal designer, al Futurismo, per il senso del movimento e della forma che muove le cose.


La forza e il gesto che si fa movimento, che muove anche il freddo metallo e lo fa correre caldo e morbido verso la vittoria. In famiglia ci piace paragonare Silvio a un personaggio come Ennio Morricone, così antico, profondo e moderno e lieve allo stesso tempo, quasi fuori dal tempo. Sono stati simili per il loro metodo di lavoro da artigiano-artista, Ennio dedito alla musica ed al Cinema e Silvio dedito allo sport.



ULA BIANCA: Da dove parte la storia della Coppa del Mondo FIFA?

Giorgio Gazzaniga: Tutto ha inizio nel 1970 quando il Brasile vince per terza volta la Coppa del Mondo ai Mondiali del Messico. Secondo il regolamento dell’epoca, la Coppa Rimet veniva aggiudicata definitivamente alla nazionale carioca. La FIFA quindi deve far realizzare un nuovo trofeo. Viene quindi bandito un concorso aperto a tutti gli artisti del mondo e, tra 53 proposte, è proprio quella di Silvio Gazzaniga a essere vincente.



La nuova Coppa del Mondo, raffigura e simbolizza la gioia, l’energia, l’esultanza e la grandezza degli atleti nel momento della vittoria: due calciatori stilizzati che, esultanti e felici, sorreggono l’intero mondo. Con la creazione di questo trofeo, Silvio Gazzaniga raggiunge l’apice del successo, della notorietà e della fama artistica.


ULA BIANCA: Che tecnica ha utilizzato per la realizzazione della Coppa del Mondo FIFA?

Giorgio Gazzaniga: La Coppa è stata modellata in un materiale più malleabile, trasformata prima in calco in gesso e quindi riprodotta in una sottile lamina di cera d’api. Questo stesso sottile modello in cera, vuoto all’interno, è stato poi fuso con l’antica, bi-millenaria, tecnica detta di fusione “a cera persa” – come avveniva già nell’antica Grecia e nella Roma Imperiale.



ULA BIANCA: Hai seguito i Mondiali che hanno visto l'Argentina vincitrice?

Giorgio Gazzaniga: Certamente. In assoluto una delle più combattute, dinamiche, imprevedibili e belle edizioni di sempre.


ULA BIANCA: Cosa hai provato vedendo Messi alzare la coppa creata da Silvio? O meglio cosa provi ogni qualvolta una nazionale alza la Coppa del Mondo? Non oso immaginare quanto sia stato bello nel 2006...

Giorgio Gazzaniga: Essendo io stesso ormai un po’ attempato (infatti avevo 14 anni, ormai 50 anni fa, quando è nata la coppa FIFA) per mio Padre e per me, il vero tuffo al cuore è stato il 1982 del Mundial di Spagna, perché era davvero la Prima Volta dell’Italia. Ma questo era ormai 40 anni fa e quella vittoria seppe catalizzare il clima nazionale e quasi cambiare l’umore dell’intera Nazione.


È comunque sempre motivo di tanta gioia e orgoglio per noi. Per Silvio fu motivo di estrema soddisfazione ed emozione vedere la sua Creazione passare dalle mani di Dino Zoff nel 1982 e di Fabio Cannavaro nel 2006. Se vogliamo, ora che Silvio è passato a miglior vita nel 2016, vedere una squadra come l’Argentina e un Leo Messi che alza la coppa di Silvio in un anno in cui l’Italia non ha giocato, un po’ ci è sembrato famigliare e quasi una specie di successo dal “suono” italiano. Per quella che ormai è una indiscussa Icona mondiale come la FIFA World Cup, in cui scorre il “sangue” di una creatività tutta italiana, ricordare il passato da sicuramente gioia e fa provare grande orgoglio ma nel calcio, come in tutti gli altri sport, la partita più bella è ancora da giocare e questo ci fa sapere che per tanti anni ancora la Coppa del Mondo ci accompagnerà, prolungando il Ricordo e la memoria di Silvio un uomo che seppe, da solo, farsi il Signore delle Coppe.


ULA BIANCA: Quali altre opere possiamo conoscere create da Silvio Gazzaniga?

Giorgio Gazzaniga: Silvio Gazzaniga ha realizzato nel corso dei suoi operosi decenni di “arte applicata” numerosissime opere scultoree, medaglistiche e pittoriche di tema religioso, storico, sportivo e commemorativo. Dai ritratti dei Papi a quelli di sovrani, dalle effigi degli scienziati ai volti dei personaggi noti dell’economia e dello spettacolo. Senza barriere geografiche: dall’Europa all’Africa, dai paesi mediorientali agli Stati Uniti. Sull’onda del successo internazionale derivato dalla FIFA World Cup, la sua produzione artistica sportiva prende il volo e gli vengono direttamente commissionati molti altri trofei di importanti competizioni calcistiche nazionali e internazionali come la Coppa UEFA e la Supercoppa Europea.


Realizza anche le Coppe del Mondo di Baseball, Bob e Volley e medaglie per manifestazioni internazionali importanti anche di altri sport quali: pallacanestro, nuoto, sci e tanti altri ancora, sempre conteso dalle Federazioni sportive di ogni paese.

Non si nega nemmeno ad altre esperienze artistiche come quando gli viene chiesto di realizzare opere speciali come il Monumento ai Caduti del Motociclismo di Civenna e il Reliquiario di Sant’Antonio da Padova. Nei primi mesi del 2011, a 90 anni già compiuti, il Maestro riceve una chiamata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Governo e la Presidenza della Repubblica hanno deciso che i 150 anni dell’Unità d’Italia saranno ricordati anche con una coppa speciale che sottolinei l’importanza della ricorrenza. Silvio Gazzaniga accetta la sfida con il suo tipico entusiasmo e decide generosamente di offrire la sua creatività in dono alla sua Repubblica che ha visto nascere e crescere.


Tra le proposte inviate dallo scultore ai più alti rappresentanti delle Istituzioni, il disegno del trofeo che viene scelto e realizzato piace per il senso di unità, di energia e di volontà comune che ha unificato l’Italia e creato la Nazione. La Coppa viene subito realizzata in soli tre esemplari. Uno viene consegnato al vincitore del Giro d’Italia di ciclismo, un altro alla Coppa Italia di calcio e un terzo al Gran Premio di Formula 1 di Monza.





ULA BIANCA: Puoi raccontarmi qualche curiosità che ricordi legata a Silvio Gazzaniga?

Giorgio Gazzaniga: Esiste un aneddoto legato a Silvio Gazzaniga e alla sua Coppa del Mondo che dice molto di lui e del suo modo di fare arte. Per partecipare al concorso indetto dalla FIFA nel 1971 per creare la sua nuova Coppa, Silvio Gazzaniga non solo prepara il bozzetto ad acquarello della sua proposta ma, data la particolare plasticità scultorea che rende difficile immaginarla ed apprezzare appieno un semplice disegno, prepara anche un modello tridimensionale semi definitivo. Per trasportarlo a Zurigo per sottoporlo ai giudici, costruisce una scatola di legno ad hoc per proteggere la sua opera.


Gli ingredienti del suo successo: colpo di genio, elaborazione, intuizione, e grande capacità di esecuzione.

Oggi esistono ancora sia la prima versione ancora abbozzata di Coppa in cera rossa che la scatola. L’azzardo e la sua caparbia volontà di realizzare l’opera volendola esprimere con un modello tridimensionale a grandezza naturale, senza avere avuto nessuna conferma né rassicurazione, lo premia. Infatti la concreta e forte presenza fisica del modello e la possibilità di toccare e “impugnare” l’opera convincono i responsabili della FIFA della sua bellezza scultorea, simbolica e anche della sua grande “fotogenia” televisiva e così decidono ed approvano il modello che diventerà la Coppa del Mondo, dopo essere stato scelto tra i 53 progetti partecipanti, arrivati da ogni parte del globo (25 nazioni).


ULA BIANCA: Che significato hanno per voi queste opere?

Giorgio Gazzaniga: Sono certamente motivo di orgoglio per noi tutti, oltre a ricordarci il suo modo di amare il suo lavoro come un “unicum”, come un insieme armonioso di concezione compositiva, di strumenti esecutivi e di capacità artistiche anche manuali, tutte poste al servizio del risultato espressivo “unico” che si vuole ottenere. Noi tutti, in famiglia, facciamo dei “mestieri” molto diversi dalla sua arte ma ci è rimasto il seme, ci accomuna il “metodo” di amare e di agire che lui ci ha insegnato in silenzio, senza molte parole, ma dandoci sempre l’esempio concreto di come condurre lo sviluppo delle cose ed arrivare al risultato.


ULA BIANCA: C'è un luogo dove si ha la fortuna di vedere queste opere?

Giorgio Gazzaniga: Le sue opere sono custodite nelle pupille e nelle emozioni di un miliardo di persone, quelle “tangibili” e preziose sono custodite dalla FIFA, dalla UEFA e dalle altre federazioni sportive che lo hanno richiesto di creare Simboli di vittoria. Senza contare che i Team vincitori hanno spesso ricevuto una copia del trofeo.


ULA BIANCA: Avete mai pensato di creare un museo interattivo delle opere di Silvio Gazzaniga?

Giorgio Gazzaniga: In passato sono state organizzate delle esibizioni temporanee e stiamo proprio lavorando in questi mesi per una nuova prestigiosa mostra che, nelle nostre intenzioni, si terrà probabilmente l’anno prossimo.


ULA BIANCA: Siamo nell'epoca del digitale, coi social media abbiamo la fortuna di raggiungere l'altra parte del mondo in un secondo. Come sfruttate questo per portare avanti le bellezze e i ricordi di Silvio oggi?

Giorgio Gazzaniga: Da quasi vent’anni ormai esiste un sito web ufficiale che raccoglie e racconta la storia originale di Silvio e delle sue opere, nonché immagini e filmati. Due anni fa, inoltre, abbiamo deciso di aprile un profilo Instagram che racconta la biografia e le tante creazioni dell’artista.



L'arte come forma di comunicazione

La più alta espressione di creatività umana, che una volta rappresentata dall'artista diventa un linguaggio di comunicazione universale. Non ha età, epoca, luogo o religione. Ha un'importanza inestimabile che riesce a trasmettere attraverso la sua parte visiva e non solo.


Tecnologie e web han fatto si che i sensi e l'interattività siano aumentati, e di conseguenza anche l'espressione comunicativa artistica, che però deve essere indirizzata e usata nella maniera giusta in modo tale da non intaccare le emozioni che trasmette.



Silvio Gazzaniga



 

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